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Fake news in Psichiatria

Sarebbe troppo semplice risolvere la galassia di false informazioni e credenze che circolano attorno alla Psichiatria, affermando che sono dei pregiudizi stigmatizzanti . La Psichiatria è oggetto di stigma, un pò come i vaccini, nell’immaginario comune di alcune categorie di persone . Fino a che lo Psichiatra lavorava dentro il manicomio era considerato utile alla società perchè teneva lontani i “matti” considerati “cattivi e pericolosi” . Il timore dell’essere umano verso la “follia” , vissuto come contaminante, dà luogo a una negazione delle malattie mentali e del lavoro stesso degli Psichiatri e degli operatori della Salute Mentale .

E’ poco chiaro il concetto secondo il quale il confine tra normalità e malattia è sottile , a differenza di quanto si creda nell’immaginario collettivo, pertanto le malattie mentali fanno paura e vengono talvolta viste come “contaminanti” . Tutta questa confusione genera avversione, inoltre, verso gli psicofarmaci, che a differenza di quanto si pensi, sono tra le medicine più sicure di tutto l’ambito medico, mediamente, infatti, un farmaco per la depressione o per la schizofrenia viene studiato per 12-15 anni ( un farmaco per l’HIV mediamente per 3 anni ), prima di entrare in commercio si deve dimostrare che il farmaco abbia un effetto benefico conclamato, quindi decisamente superiore al placebo, l’indice di efficacia degli psicofarmaci è comparabile a quello degli antibiotici, molti psicofarmaci hanno un effetto neuroprotettivo, proteggono infatti il cervello da processi degenerativi .

Come tutti i farmaci, anche quelli usati in Salute Mentale hanno effetti collaterali, questo è innegabile, ma il rapporto rischio-beneficio è straordinariamente favorevole nel senso che è utile prendere un farmaco anche a costo di alcuni effetti collaterali piuttosto che non prenderlo affatto al prezzo ( altissimo ) degli effetti devastanti della malattia mentale .

Se una persona è affetta da un tumore, prende un farmaco chemioterapico, qualunque sia l’effetto collaterale, purchè vi siano speranze di prolungare il tempo di vita, raramente si sentono campagne di delegittimazione dei chemioterapici, sebbene siano noti gli importanti effetti collaterali che provocano . Mai nessun medico di medicina generale si sognerebbe di abbassare il dosaggio di un antiipertensivo, di un farmaco cardiovascolare in presenza di effetti collaterali, può succedere invece che venga ridotto con leggerezza il dosaggio di un ansiolitico .

Succede che uno psicofarmaco possa essere efficace per alcuni pazienti e non efficace per altri, per questi ultimi sarà necessario quindi uno “switch” quindi il passaggio a un altro farmaco che possa esplicare gli effetti terapeutici sperati, sarebbe errato sospendere un farmaco solo per i suoi effetti collaterali, a meno che questi non siano estremamente gravi e invalidanti ( si pensi ad es. al rischio di agranulocitosi per la Clozapina ) .

Molti psicofarmaci vengono demonizzati per i loro effetti sulla sfera sessuale ( es. anorgasmia, calo della libido ) , questi effetti possono essere mitigati con le opportune correzioni da parte dello Specialista .

Un’attività di informazione capillare e mirata è necessaria per diffondere una cultura di fiducia nella scienza, che, in Salute Mentale, appare ancora oggi essere carente .